NEVADA
Siamo arrivate in Nevada, terra del vizio, ma anche del silenzio, del deserto e, soprattutto, di grandi sorprese.
Cosa avevamo scritto due anni fa (molto affascinante!) ⤵️
Da dove partiamo oggi
La prima volta che sono stata a Las Vegas (ciao, è Luciana che parla), mi ero ripromessa di non giocare mai a niente perché il gioco d’azzardo mi fa paura. Ho tenuto fede al mio proposito per qualche ora, poi ho pensato, “ma sì, un paio di dollari, cosa vuoi che sia”. Così giocai. E non so. Sarà stata la fortuna del principiante, ma pronti via ne vinsi 60. In preda alla tachicardia, ovviamente. Ma ne vinsi 60. Li conservo ancora quei 60 dollari. Non li ho mai spesi.
La ragione per cui vi racconto questa storia è che il Nevada, nelle sue città epitomiche di Las Vegas e Reno, ma anche nei centri meno noti e di cui forse non avete mai sentito parlare, come Enterprise o Henderson, è un luogo di sorprese. Non tutte belle come vincere 60 dollari alla prima (e ultima) slot della mia vita. Altre sono molto amare, come il fiume Colorado quasi in secca o come la miseria che spesso si accumula ai margini dei casinò, come le luci di Las Vegas e Reno che nascondono, sotto i lustrini, molto squallore e come l’incredibile e profondo e magico silenzio del deserto.





