ARKANSAS
E rieccoci, due anni dopo, nello Stato “in cui nascere è una disgrazia”. L’Arkansas è uno degli Stati più poveri e negletti d’America. Per questo merita tutta la nostra attenzione.
ATTENZIONE 🚨
Prima di mettere piede in Arkansas, un avviso importante: in questi giorni si stanno rinnovando gli abbonamenti delle persone che si erano iscritte a States tra novembre e dicembre 2023. Il rinnovo, per chi nel frattempo non lo ha disdetto, dovrebbe avvenire in automatico previa comunicazione di Substack una settimana prima circa ma alcuni di questi rinnovi automatici non stanno andando a buon fine per motivi tecnici (la carta è scaduta, la banca pensa sia un’operazione fraudolenta, le prepagate non vengono più accettate ecc.).
Se sei tra le persone che erano abbonate alla prima stagione e vogliono abbonarsi alla seconda, e oggi o nei prossimi giorni ti ritrovi senza più l’accesso alle puntate di States (lo vedi poco sotto se trovi il paywall), ti preghiamo di ripetere manualmente l’operazione di sottoscrizione dell’abbonamento dal paywall stesso o semplicemente qui sotto. Non la stai facendo due volte (ma dai comunque un’occhiata al tuo conto bancario per precauzione). Il prezzo è rimasto invariato: 50 euro all’anno o 5 euro al mese (o 75 euro per chi ci crede tantissimo e vuole sostenere ancora di più il progetto).
Per qualsiasi problema siamo qui, scrivici. Grazie mille!
Cosa avevamo scritto due anni fa (era stata una puntatona!) ⤵️
Da dove partiamo oggi
Due anni fa, nel corso del nostro primo giro in Arkansas, avevamo raccontato di quanto questo Stato fosse complesso, di quanto profondi fossero i suoi abissi di miseria e ingiustizia, di quanto quanto complicata fosse la sua storia e di quanto incredibili fossero i suoi personaggi, da Il Grinta a Bill Clinton. Da quel racconto sono passati due anni, e l’Arkansas è più o meno dove lo avevamo lasciato: povero, trumpiano, dimenticato e ricco di storie. Non tutte edificanti.





